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Chi dite che io sia?

chi-pensate-che-io-siaChe relazione ha il sacrificio di Gesù di Nazareth con i problemi di questo  mondo? Perché dobbiamo commemorare la Pasqua di Gesù Cristo? La risposta era già stata scritta molti secoli prima nella Bibbia.«Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti!» (Isaia 53:5). Con il Suo sacrificio «Egli portò i nostri peccati nel suo corpo… affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti» (1Pietro 2:24). La Pasqua di Gesù Cristo è l’unica speranza di guarigione per questa umanità malata a morte.

In occasione della Pasqua ogni anno milioni di credenti in tutto il mondo si scambiano gli “auguri di pace“ pur restando in discordia, divisi, in perenne competizione e conflitto fra di loro. Perfino in guerra gli eserciti opposti recitano la pausa di riflessione e alcuni si stringono perfino la mano. Poi tutto torna come prima. La stessa cosa accade nelle popolazioni di religione non cristiana e fra gli atei in generale. Le nazioni gareggiano fra di loro e alcune si preparano al genocidio del popolo vicino. A livello sociale e interpersonale la corsa alla depravazione, a una nuova schiavizzazione dei popoli e al riarmo atomico continua incessantemente per alimentare un sistema globale sempre più assomigliante a quello della “bestia” e di “babilonia la grande, madre delle meretirci che siede su molti popoli”; un sistema globale destinato a crollare, che trascinerà molti con sé.  Ma tu puoi invertire il corso e la meta finale della tua vita personale. Come? Mediante Gesù di Nazareth e la Sua Pasqua applicata a te: «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4:12). Chi è Gesù per avere un tale valore e potere?

Non era solo un profeta

Non è esagerato affermare che tutti i mali e le ingiustizie di questo mondo derivano dal fatto che il mondo non ha realmente creduto, né vissuto, né capito la Pasqua di Gesù di Nazareth, né la Sua vera natura.
Chi era effettivamente Gesù? Per quale motivo accettò di sacrificare la Sua vita? Che cosa dovrebbe significare la Sua Pasqua per te e il resto genere umano?

Innanzitutto c’è da considerare che, come semplice uomo Egli non avrebbe potuto offrire la Sua vita come «prezzo di riscatto» per alcuna persona. «Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a DIO il prezzo del suo riscatto» (Giobbe 49:7). Gesù ha invece potuto dare Sé Stesso «come prezzo di riscatto per tutti» (1Timoteo 2:6). Come mai?
Il poter dare la propria vita «per tutti» implica che la Sua vita personale aveva il valore dell’intero genere umano di tutte le generazioni passate e future! Gesù era infatti «il Figlio di Dio» (Giovanni 1:34), «l’Unigenito venuto da presso al Padre» (v.14). Egli, il Creatore di tutte le cose, si spogliò della Sua natura divina e della Sua immortalità per assumere la natura di «creatura mortale», allo scopo di poter addossare su di Sé le nostre colpe e morire al posto nostro, offrendosi come «prezzo di riscatto» per te, per me, l’intera umanità. Gesù è «l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» (v.29).

Quando venne al mondo Egli non era soltanto un profeta. Prima di nascere nella carne Gesù non era una “creatura angelica“ come alcuni erroneamente insegnano (Ebrei 2:5). Quando venne al mondo non era soltanto un “grande profeta“ come asseriscono erroneamente quelli che negano la Sua natura divina.
«Voi, chi dite che io sia?» – chiese Gesù ai Su primi discepoli – «Simon Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente! Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli» (Matteo 16:15-17).

Anche l’apostolo Giovanni fu divinamente ispirato a metterci in guardia contro i miscredenti: «Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre. Quant’è a voi, dimori in voi quel che avete udito dal principio. Se quel che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figliuolo e nel Padre» (1Giovanni 2:21-24).

Gesù ha fatto la Sua parte altruistica, esponendo Sé Stesso  al vituperio e sacrificando totalmente la Sua vita, allo scopo di guarirci mediante le Sue lividure e di rendere la nostra morte una sconfitta temporanea. Cristo ha fatto questo per te, per me e per l’umanità intera. Noi che cosa abbiamo fatto per Cristo?
Il mondo ha fatto la Sua parte? Gesù Cristo «risplende nelle tenebre ma le tenebre di questo mondo non l’hanno ricevuta. Ma a tutti quelli che lo hanno ricevuto Egli ha dato di diventare figlioli di Dio» (Giovanni 1:9-12).
Che stupefacente eredità – e che differenza – per tutti quelli che ricevono Gesù! Egli ha fatto la Sua parte. Stiamo facendo la nostra parte?

La nostra parte

Quale parte spetta a noi di fare? E’ quella di riconoscere Gesù di Nazareth per ciò ch’Egli è stato ed è realmente: il nostro Creatore, la nostra luce, la Parola divina fattasi carne, il Messia, il Figlio di Dio tornato alla destra del Padre, il nostro Sommo Sacerdote, Avvocato difensore e Redentore!
Per la maggior parte di questo mondo Gesù è solo una figura patetica e fallimentare. «Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore e spregiato», quasi nessuno ne ha fatto stima alcuna. «E nondimeno, erano le nostre malattie ch’Egli portava… e lo reputavamo colpito, battuto da Dio e umiliato!» (Isaia 53:1-4).

Negazione che dura da 19 secoli

Bastarono tre anni di Sua verace e luminosa predicazione per indurre le corrotte autorità religiose ad arrestarlo (Matteo 26:2 e Marco 14:1).
Dopo un processo sommario e illegale, durante il quale Gesù fu oggetto anche di scherni, sputi, torture e flagellazioni, Egli fu portato davanti alle autorità romane con questa falsa accusa: «Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo e impediva di dare tributi a Cesare» (Luca 23:2 e Matteo 26:59-68).
Altri falsi testimoni dissero: «Costui ha detto: “Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”» (Matteo 26:61). A questo punto il sommo sacerdote, gli chiese: «Io ti scongiuro per il Dio vivente di dirci sei tu davvero il Cristo, il Figlio di Dio? — Gesù gli rispose: “Tu l’hai detto. Anzi io vi dico che in avvenire voi vedrete il Figlio dell’Uomo sedere alla destra di Dio Onnipotente, e tornare sulle nuvole del cielo». A questo punto il sommo sacerdote stracciò le sue vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; quale bisogno abbiamo più di testimoni? … Che ve ne pare?». Ed essi, rispondendo, dissero: «Egli è reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo percossero e lo schernirono, dicendo: «O Cristo, indovina! Chi ti ha percosso?» (Matteo 26:63-68).
L’accusa era falsa perché Gesù aveva solo detto: «‘Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere’. Gli dissero allora i Giudei: ‘Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?’ Ma egli parlava del tempio del suo corpo» (Giovanni 2:19-21). I veri distruttori del Tempio erano i Suoi falsi accusatori, i Suoi stessi connazionali.

Re di un mondo futuro

Le autorità romane in Gerusalemme avevano deciso di non interferire negli affari religiosi del Sinedrio giudaico, specialmente quando Gesù rispose a Pilato: «Io sono Re, ma il mio regno non è di questo mondo». Gesù in quel caso non si riferiva al cielo, ma al «mondo a venire», a noi prossimo (Leggere Ebrei 2:5, Atti 1:7 e 3:19-21 e Apocalisse 11:15-18).
Il profetizzato «mondo a venire» è infatti la promessa principale, il fulcro  del Vangelo concernente il Regno di Dio, un mondo futuro, ormai sempre più prossimo, durante il quale Gesù Cristo tornerà sulla Terra con l’immortalità e potenza divina e instaurerà il Governo del Regno di Dio su tutte le nazioni.

Il giusto condannato al posto dell’ingiusto

Il Governatore Pilato considerò la risposta di Gesù come le parole di un pazzo, un povero sognatore, un illuso. «E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo, disse loro: ‘Voi mi avete fatto comparire quest’uomo come sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo in presenza vostra esaminato, non ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l’accusate; e neppure Erode, visto ch’egli l’ha rimandato a noi; ed ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. Io dunque, dopo averlo castigato lo libererò’» (Luca 23:14-16).
Ma essi gridarono: «Fa morire costui e liberaci Barabba!» (Luca 23:18, 21). Barabba era stato messo in prigione per sedizione e omicidio, era un rivoltoso, un assassino. Difficile accettare la scelta del popolo. Per ben tre volte Pilato disse di trovare Gesù innocente, ma la gente volle liberare Barabba gridando a gran voce: «Crocifiggi Gesù! Crocifiggi Gesù!» Così l’innocente fu condannato a morte e il criminale fu messo in libertà. In duemila anni di giustizia umana non è cambiato molto!

Il sacrificio di Gesù Cristo a cosa è servito?

Gesù adempì così il disegno di Dio per tutti gli esseri umani di tutte le generazioni: il Suo sacrificio serve a liberare l’umanità credente sia dalla prigione del peccato sia da una morte spirituale che altrimenti sarebbe eterna! Come il criminale Barabba, siamo stati liberati dalla condanna dei nostri peccati passati, senza aver fatto nulla per meritare il pagamento del riscatto, pagato da Gesù al prezzo della Sua Stessa vita!
Gesù ha vinto dove tutti hanno pensato che sia stato sconfitto. Colpito e flagellato senza misericordia, e sottoposta a una morte orribile, Gesù non fece nulla per difendersi, e ciò intenzionalmente! La Pasqua di Gesù Cristo è il più grande dei paradossi, che moltissimi ancora non credono né capiscono, né tanto meno apprezzano o realmente vivono.

Il potere miracoloso della Pasqua di Cristo

Il supremo sacrificio del Figlio di Dio ha uno scopo che trascende la liberazione degli Ebrei dall’Egitto perché tocca e coinvolge tutti i popoli della Terra.
La parola «pasqua» deriva dall’ebraico «pesach» e significa «passare oltre». Durante l’ultima piaga, vedendo il sangue dell’agnello sulle porte delle case dei figli d’Israele, l’angelo di Dio fedelmente «passò oltre», non colpì Mosè né il suo popolo. Furono invece colpiti a morte tutti i miscredenti, i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo 12:21-34).
Era ed è nel disegno di Dio che la Pasqua del tempo di Mosè deve servire come prefigurazione di una nuova Pasqua: Gesù Cristo «agnello di Dio» per la salvezza di chiunque crede nel Suo sangue divino. La Pasqua di Gesù Cristo ha per sublime scopo la liberazione di tutti i popoli non soltanto da una schiavitù fisica, ma anche e soprattutto dalla schiavitù del peccato e dalla morte, conseguenza inesorabile del peccato.

Su chi il Signore «passerà oltre» nel tempo della fine

Negli ultimi giorni la piaga mortale si ripeterà a livello globale per liberare i fedeli dagli oppressori, dagli spiriti malvagi che operano nelle tenebre. Allora, il Sangue di Cristo «servirà di segno all’angelo della morte» per distinguere e separare i Suoi fedeli dai non credenti (o falsi credenti).

L’angelo di Dio «passerà oltre», risparmiando quelli che mettono il prezioso sangue di Gesù Cristo nelle loro menti e nei loro cuori. Ricordiamo la promessa: «Poiché hai custodito la parola della mia costanza, anch’io ti custodirò dall’ora della prova che verrà su tutto il mondo, per mettere alla prova coloro che abitano sulla terra. Ecco, io vengo presto; tieni fermamente ciò che hai, affinché nessuno ti tolga la tua corona» (Apocalisse 3:10-11).
Questo spiega perché Gesù iniziò la Sua predicazione dicendo: «Il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’Evangelo!» (Marco 1:15). Perché la Pasqua di Cristo possa iniziare a liberarci dalla schiavitù del peccato e dalla morte mediante una resurrezione futura, è quindi indispensabile cominciare a «credere» nel valore divino del Sangue di Cristo, ravvederci dei nostri peccati passati e a essere determinati e assidui nel chiedere in preghiera l’aiuto di DIO, per vivere una vita nuova, senza peccato, con l’aiuto dello Spirito santo di DIO.

Senza il sacrificio del Figlio di Dio, non ci sarebbero per l’umanità riscatto alcuno, né redenzione né salvezza. Il Suo sommo e inestimabile sacrificio ci ha inoltre riconciliati al Padre Eterno, non senza la speranza di vederci diventare compunti nel cuore, fino a desiderare una libertà migliore: la libertà dalla schiavitù invisibile del peccato e dagli effetti  dolorosi e letali del peccato; un’impresa realizzabile solo per mezzo del dono dello Spirito santo, da parte di entrambi Padre e Figlio, a tutti quelli che credono, che si ravvedono dei loro peccati e si fanno battezzare (Atti 2:38).

La Pasqua dell’Antico Testamento richiese agli antichi israeliti la fede nel «corpo» e nel «sangue» di un animale, un «agnello», prefigura di Cristo (Esodo 12:5-8). Analogamente la Pasqua del Nuovo Testamento richiede a tutta l’umanità di porre «fede nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo», il quale ha il potere di togliere i peccati del mondo, essendo l’unico vero «Agnello di Dio, senza difetto» (Giovanni 1:29, 36). Infatti, come detto all’inizio, «Non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4:12).

Gli Israeliti furono istruiti a mangiare la carne dell’animale e a mettere il suo sangue sugli stipiti e sull’architrave della porta delle loro case. Similmente noi siamo istruiti a simbolicamente “nutrirci” della carne di Cristo e a mettere il Suo prezioso sangue nelle nostre menti e nei nostri cuori. (La Pasqua cristiana dev’essere celebrata soltanto una volta all’anno, mangiando il Pane Azzimo, simbolo del corpo purissimo di Cristo, e bevendo il Vino, simbolo del Suo prezioso Sangue.)

L’importanza di «DISCERNERE» il Corpo di Cristo

L’apostolo Paolo fu divinamente ispirato a scrivere che «In Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della Deità» (Colossesi 2:9). «Voglio infatti che sappiate quanto grande sia il combattimento che sostengo per voi… affinché i vostri cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell’amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena conoscenza del mistero di Dio Padre e di Cristo, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza…» (v. 1-3).
«Or questo dico, affinché nessuno vi inganni… Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui, essendo radicati ed edificati in lui, e confermati nella fede come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento… Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo» (v. 4- 8).
Fratelli, crediamo realmente nella divinità di Gesù e mettiamo il Suo inestimabile sangue nelle nostre menti e nei nostri cuori. Celebriamo la Sua Pasqua con la certezza della fede, come «pani azzimi», purificati dal peccato. Ricordiamo: «Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché continuiate a credere nel nome del Figlio di Dio» (1Gv 5:11-13).
Grazie di cuore per il vostro persistere nella verità e per la vostra vicinanza spirituale durante la commemorazione della santa Pasqua.
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