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Il SABATO: la sua sfida nel 21° secolo. Scoprire la via della libertà!

Un nostro lettore ci ha scritto: «Io credo che il giorno di Sabato è da santificare con il riposo, ma nella società attuale, il mio datore di lavoro non mi lascia a casa di Sabato. Forse potrei essere giustificaro trasformando la paga del mio lavoro unicamente per aiutare il mio prossimo? Ma così facendo non so se sono nel giusto. Potreste aiutarmi? (E.C. della prov. di Bergamo).

Risposta:
Caro Lettore, la nostra risposta alla tua domanda è verso la fine di questa lettera, perché riteniamo che sia necessario fare una premessa, per darti l’opportunità di conoscere meglio l’intento spirituale del comandamento del Sabato ed anche nella speranza di poterti aiutare efficacemente.
Innanzitutto, desideriamo assicurati che comprendiamo appieno e abbiamo sincera empatia nei confronti della tua situazione a motivo della tua attuale impossibilità a santificare il Sabato del Signore. Ma lasciaci rispondere iniziando con una premessa.
Premessa: La storia biblica narra che il Sabato è stato creato per essere un giorno di libertà, di riposo, di festa, di comunione con Dio Creatore: «Il settimo giorno, Dio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta» (Genesi 2:2-3).
La santità del Sabato fu poi ribadita, molti secoli dopo, nel Quarto dei Dieci Comandamenti che Dio dette al popolo d’Israele per mezzo di Mosè (Esodo 20). Dio dette i Suoi comandamenti agli Israeliti soltanto DOPO averli liberati dalla schiavitù. Non chiese loro di conquistare la libertà mediante una rivoluzione contro il Faraone. Invece fu Dio stesso a liberare i figli d’Israele. Solo alcuni volevano la libertà, tutti gli altri avrebbero preferito restare nella schiavitù per la loro paura di non riuscire a superare le incertezze che la libertà prospettava. Erano circondati da popoli pagani che, tradizionalmente, dedicavano la loro adorazione al solis invictus nel primo giorno della settimana (oggi chiamato “Domenica”). Questo in opposizione al vero DIO, che ha stabilito invece il Sabato come «settimo giorno da santificare», fin dal tempo della Creazione, come poi rivelato al tempo di Mosè (Esodo 31:12-17).

Chi ha “legalizzato’’ il peccato
I primi Cristiani erano tutti osservatori del Sabato, fino a quando la Chiesa di Roma non divenne la religione dell’impero. A cominciare dal quarto secolo dopo Cristo gli osservatori del Sabato sono stati sistematicamente uccisi dai militari dell’Imperatore Costantino e perseguitati dagli stessi vescovi romani con vari metodi coercitivi. Essi hanno arbitrariamente cambiato il primo giorno della settimana (la Domenica) in “settimo giorno”, dedicandolo alla risurrezione di Gesù, nascondendo il fatto che Gesù è invece risorto di Sabato. (Questa verità è spiegata su richiesta).
Oggi, dopo secoli, la menzogna religiosa non è cambiata e le persecuzioni contro gli osservatori del Sabato sono diventate restrizioni legalizzate dal sistema sociale oltre che da quello laico-religioso. Infatti, la Domenica è rimasta come giorno di festa settimanale in tutto il mondo pseudo-cristiano. La stragrande maggioranza di coloro che sono chiamati da Dio alla verità e che, scoprendola, vorrebbero sinceramente santificare il Sabato in onore al Creatore, si trova nell’impossibilità di farlo. A meno che non sia Dio ad intervenire nella loro vita personale, a liberarli da tale situazione “aprendo il mare” per loro.

La menzogna è ancora in atto
Ancora oggi molti credenti non sono liberi di santificare il Sabato come lo erano invece gli israeliti una volta entrati nella «terra promessa». Molti dei nostri fratelli in Cristo, nell’attesa che venga il Regno di Dio sulla Terra, sono ancora fisicamente impediti a santificare il Sabato del Signore da questa «babilonia» moderna, governata da uomini senza Dio e da falsi leader religiosi che «si travestono da apostoli di Cristo» (2Corinzi 11:13).
Oggi c’è grande confusione e divisione tra i credenti. C’è chi non vede «la trasgressione della legge spirituale di Dio» come una schiavitù del peccato (1Giovanni 3:4). C’è chi di Sabato è fisicamente libero, ma spiritualmente non santifica il Sabato pienamente come dovrebbe. E c’è invece chi è fisicamente costretto a lavorare di Sabato, ma prega e spera ogni giorno che Cristo torni sulla Terra a liberarlo da tutte le sue schiavitù, sia fisiche sia spirituali. Il più giustificato di tutti è quest’ultimo.
Resta però il fatto che Dio non intervenne a liberare gli Israeliti dalla schiavitù fino a quando il loro gridò di aiuto non divenne forte e chiaro. Ci vollero ben 400 anni perché si rendessero conto di essere stati schiavizzati, e che il non poter determinare il proprio destino, come ad esempio il non essere liberi di onorare il vero DIO nel giorno da LUI stabilito era un vero e proprio peccato.

La misericordia di Dio verso gli schiavi
Secoli dopo Mosè, al tempo dell’apostolo Paolo, persisteva all’interno dell’Impero Romano la difficoltà o l’impossibilità per molti credenti di santificare il Sabato, costretti a lavorare per fare sopravvivere le proprie famiglie. Molti non vedevano l’ora di poter osservare il comandamento del Sabato. Ma cambiare attività lavorativa non è mai stato facile. Nemmeno licenziarsi subito per poi farsi mantenere a oltranza dagli altri fratelli. Non era una soluzione praticabile, né saggia. Infatti, Dio dice che «colui che non provvede alla propria famiglia, è peggio di un infedele» (1Timote 5:8). Perciò l’apostolo Paolo si trovò nella necessità di istruire i fratelli che non erano in grado di santificare pienamente il Sabato del Signore.
In 1Corinzi 7:21 l’apostolo Paolo dà questa istruzione: «Sei stato chiamato essendo schiavo? Non te ne preoccupare, ma se puoi diventare, è meglio valerti dell’opportunità.» In altre parole: Non ti impaurire, non ti angustiare più del necessario, perché verrà il giorno propizio in cui Dio ti aprirà il mare verso la libertà. Naturalmente se tu aspiri ardentemente alla libertà.
E’ da notare qui che l’apostolo Paolo lascia al credente la facoltà di «avvalersi dell’opportunità di diventare libero». Perché? Dio guarda il cuore delle persone. Dio non spinge, non obbliga persone che sono fisicamente schiave del sistema di Satana. Ma lascia che ognuno di noi agisca in base alla propria fede e scelta personale. Il regno di Dio non è ancora venuto sulla terra e siamo, fisicamente, governati da uomini che non promuovono il Sabato. La responsabilità di questa situazione cade sulla testa dei governanti, i quali ignorano e respingono la via di Dio. Perciò Dio non spinge, non obbliga i credenti, ma lascia ognuno libero di dimostrare quale fede coltiverà nel tempo. Ti rassegnerai e accetterai passivamente la tua condizione di schiavitù come “normalità”? Oppure continuerai a pregare Dio affinché Egli intervenga a liberarti dalla sua schiavitù? Dobbiamo ricordare che se uno trasgredisce un solo punto della legge (come nel caso del Sabato) è trasgressore di tutta la legge, ed è quindi nel peccato (Giacomo 2:19).
La liberazione dal peccato avviene supplicando con fede il perdono di Dio, affinché i nostri peccati INVOLONTARI siano coperti e giustificati mediante il sacrificio di Cristo. Non bisogna mai smettere di pregare in questo senso, anche se ci volessero degli anni. (La Chiesa di Dio assiste coloro che vogliono presentare al loro direttore la richiesta di esenzione sabbatica dal lavoro.)

Gesù Cristo ha riconfermato la legge di Dio
Non ci dovrebbero essere dubbi che la violazione del comandamento del Sabato è un peccato (Isaia Esodo 20:8-11; Isaia 58:13-14; 66:23-24, Romani 3:31). Non dovrebbe esserci alcun dubbio sul fatto che Gesù Cristo e l’apostolo Paolo non hanno mai incoraggiato i credenti a trasgredire i comandamenti di Dio, di cui il Sabato fa parte (Ebrei 4:9). Quando l’apostolo Paolo invitava i credenti a «rimanere nella condizione in cui si è chiamati» egli si riferiva principalmente alla loro condizione FISICA: «la circoncisione della carne, il non essere circoncisi, la schiavitù» non contano nulla. Infatti, egli ha precisato, «ciò che conta è l’osservanza dei comandamenti di Dio» (1Corinzi 7:19). La santificazione del Sabato fa parte dei comandamenti di Dio, che non sono diventati nove, ma sono rimasti DIECI (Matteo 5:17-19; 19:17; Marco 13:18).
Quindi l’apostolo non incoraggiava gli schiavi a trasgredire i comandamenti di DIO per tutta la vita. Bisogna invece pregare DIO ogni giorno per essere liberati da qualsiasi forma di peccato, ovviamente non soltanto dalla violazione del Sabato.
Uscire dal peccato volontario
Non possiamo ritenerci cristiani se ci limitiamo ad osservare i comandamenti di DIO solo nella mente, e nel frattempo continuiamo a peccare corporalmente. Esempio: una prostituta, se chiamata da Dio, non può amare Dio solo nella mente e nello stesso tempo accettare passivamente di continuare a fare la prostituta per tutta la sua vita. Questa morale divina vale nei confronti di qualsiasi peccato, inclusa la trasgressione del riposo sabbatico. A meno che il nostro lavorare in giorno di Sabato è una costrizione al di fuori del nostro controllo o dettata da estreme necessità. In questo caso Dio guarda il nostro cuore, ed Egli giustifica il nostro «peccato involontario» mediante il sangue di Gesù Cristo. Ma «se pecchiamo volontariamente dopo aver conosciuto la verità», scadiamo dalla grazia di Dio (Giuda 4) e torniamo ad essere «sotto il severo giudizio di Dio» (Ebrei 10:26). Peccare «volontariamente» significa trasgredire il comandamento di Dio pur essendo totalmente liberi di avvalerci dell’opportunità di non peccare.
Il Sabato è il giorno della libertà stabilito da Dio per la nostra santificazione in onore al nostro Creatore. Il Sabato è un «segno» identificatore del vero popolo di Dio. Violare il Sabato (lavorare e commerciare durante il Sabato) è un peccato, ieri come oggi. «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Ebrei 13:8). Dio non cambia la Sua morale come fanno invece gli uomini. In questo senso, tutta l’umanità ha peccato e sta continuando a peccare violando il Sabato del Signore (1Giovanni 3:4; Romani 5:12). E’ un problema principalmente di GOVERNO. Una responsabilità dei governanti carnali, i quali si sono sostituiti a Dio nel governare l’umanità. Essi non hanno mai voluto obbedire al Dio della Bibbia. Essi governano il mondo, «babilonia la grande, la grande merettrice e prostituta» (Apocalisse 18:2), la quale è destinata a crollare al ritorno glorioso di nostro Signore e RE, Gesù Cristo.
Perciò Dio ci esorta a vedere la verità e ad uscire da questa Babilonia, per non subire le piaghe che la colpiranno: «Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità» (Apocalisse 18:4-5).

Il peccato involontario è giustificato dalla fede in Cristo
Noi del ministero pastorale della Chiesa di Dio Unita ringraziamo Dio di averci infuso la Sua stessa sensibilità, comprensione e misericordia nei confronti di tutti quei fratelli che si trovano a lavorare di Sabato quando sono chiamati da Dio.
Ci sono lavori che sono «giustificati» mediante la fede nel sangue di Cristo, come, ad esempio gli infermieri e i medici che devono accudire i malati nel pronto soccorso o devono fare operazioni chirurgiche di emergenza in giorno di Sabato. Tutti questi lavori sono giustificati, se sono intenzionalmente ridotti al minimo in giorno di Sabato, pianificando cioè dei turni di lavoro in modo che non sia sempre la stessa persona a dover lavorare tutti i santi Sabati. Per onorare Dio e far santificare il Sabato, si potrebbero stabilire turni in tal senso. Ma spesso i dirigenti di ospedali e governanti carnali disconoscono la volontà di Dio Creatore. Molti nostri fratelli sono ancora letteralmente impediti dal santificare il Sabato. Perciò, la Chiesa di Dio Unita non stravolge la vita di queste persone esigendo da loro che santifichino il giorno di Sabato immediatamente. Tuttavia, abbiamo anche il dovere di insegnare a tutti di non rassegnarsi, di non considerare la propria schiavitù – qualsiasi genere di schiavitù – come una condizione di “normalità” in cui adagiarsi definitivamente; altrimenti il peccato diventa «volontario», e si cade nella condanna divina. Dobbiamo perciò esortarvi a pregare DIO ogni giorno affinché Egli vi elargisca la piena liberazione fisica, oltre che quella spirituale.
Come già detto, se tu violi il Sabato perché sei davvero costretto a violarlo, il tuo peccato è «involontario», non doloso, quindi sei «giustificato nel sangue di Cristo» (Matteo 12:5,11-12; Romani 5:9). Ma il tuo essere «giustificato» non devi vederlo come una autorizzazione a restare nel peccato per tutta la vita. Infatti, Dio mette alla prova tutti noi, chiedendoci di «fare frutti degni di pentimento» (Matteo 3:8). Dio ci mette alla prova perché inizialmente siamo tutti un po’ ipocriti, senza accorgercene.

Fuggiamo dall’idolatria
Il fare beneficenza con il denaro guadagnato in giorno di Sabato, può certamente essere un modo per INIZIARE a «fare frutti degni di ravvedimento» ed essere «giustificati». Perché solo per iniziare? Aiutare il tuo prossimo in giorno di Sabato è certamente lodevole. Ma tu hai comunque bisogno di passare del tempo principalmente anche con Dio e con la Sua Chiesa, e non solo con gli uomini in genere. DIO ti chiama a comunione con Lui specie in giorno di Sabato. Il Sabato è da santificare ogni settimana perché esso è una prefigura del riposo eterno nel regno di Dio.
Se tu violi il Sabato del Signore (o qualsiasi altro comandamento) involontariamente, tu sei giustificato da Dio in virtù della tua fede nel sacrificio che Gesù Cristo ha fatto in tua vece. Se il tuo peccato è realmente involontario.
Inoltre, nessuno può comprare la giustificazione di Dio con il denaro. Anche se il denaro è usato per scopi nobili come il fare beneficenza al prossimo. Molti hanno però invertito l’ordine di importanza dei Comandamenti:
«Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento? – Gesù gli disse: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: Ama il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22:36-39).
Mettere Dio al secondo posto significa peccare d’idolatria. Amare Dio con tutto il nostro cuore significa mettere in pratica i primi quattro comandamenti, di cui fa parte la santificazione del Sabato:
«Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato» (Esodo 20:8-11).

Il Sabato è per tutta l’umanità!
Il Sabato è stato creato per Adamo ed Eva, quindi il Sabato è per tutto il genere umano, non soltanto per Israele. Quando iniziano e finiscono le 24 ore del Sabato?  Genesi 1:2-3 rivela che tutti i giorni della creazione iniziarono di «sera» (Genesi 1:2-3), e poi, al tempo di Mosè, Dio ha ribadito che «il Sabato inizia di sera e finisce alla sera seguente» (Levitico 23:32). Quindi ancor oggi tutto il popolo di Dio santifica le 24 ore del riposo sabbatico dal tramonto del Venerdì alla tramonto del Sabato.
Tuttavia, bisogna capire che il Sabato NON è fine a sé stesso. La sua santificazione ha uno scopo che va ben oltre il semplice astenersi dal lavoro. Dio ha creato e ordinato che il Sabato sia santificato in solenne riposo allo scopo di consentirci di passare del tempo di qualità in comunione con LUI e con i fratelli in santa assemblea (Ebrei 10:25). Ammettiamolo. E’ impossibile riposare e partecipare in santa assemblea nei giorni lavorativi, alla fine dei quali non hai più il tempo né la forza di dedicarti a Dio pienamente. Inoltre, non è nemmeno plausibile decidere da noi stessi in quale giorno dedicare il culto a Dio. Non è vero che un giorno vale l’altro. Dio ci ha donato il SUO Sabato per darci l’opportunità di crescere nella Sua grazia e nella conoscenza di LUI, essendo LUI il Creatore dell’umanità e l’edificatore della Sua Chiesa. Tale edificazione spirituale può avvenire soltanto in santa assemblea sabbatica, e non offrendogli il culto in giorni diversi o restando lontano da Lui con la scusa di servire esclusivamente i poveri del mondo. Dobbiamo servire anche DIO. La Chiesa è il Corpo di Cristo, ed ha un’opera da fare: proclamare la verità che rende LIBERI dal peccato. Proclamare il Vangelo del Regno di Dio in testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la fine di questa Babilonia mondiale (Matteo 24:14).
Non si può restare fuori dal Corpo di Cristo, che si concretizza specialmente in santa assemblea nel giorno del Signore. E’ nel giorno da LUI comandato, ogni Sabato, che Dio sta formando spiritualmente il Suo nuovo Israele. Un popolo destinato a diventare la Sua famiglia spirituale nel Suo Regno eterno. Dedicare il culto a Dio in altri giorni, significa violare i comandamenti e non avere «lo Spirito della verità» (Giovanni 14:15-17). «Dio ha dato lo Spirito Santo a colorro che gli ubbidiscono» (Atti 5:32).

Nel «Corpo di Cristo», per la tua salvezza
Per il vero popolo di Dio, il Sabato è un giorno di Festa, non un giorno di lutto dove tutto si deve fermare. Gli scribi e Farisei del tempo di Gesù hanno sviluppato un regime legalistico con una miriade di restrizioni insopportabili allo scopo di sembrare, ipocritamente, più “santi” degli altri. Noi della Chiesa di Dio Unita ci disassociamo da codeste forme di legalismo farisaico.
Il che vale a dire che la beneficenza va certamente fatta anche nei giorni lavorativi, ma il Sabato, essendo il giorno di riposo da santificare in onore a DIO, è il giorno più speciale degli altri per fare il bene al nostro prossimo, senza però trascurare la nostra famiglia spirituale, la Chiesa fondata da Cristo — il «Corpo di Cristo» — che continua ad operare per fare luce sulla Terra.
In conclusione, l’insegnamento e l’osservanza del Sabato del Signore fa parte dell’opera della vera Chiesa. «Il Sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il Sabato» (Marco 2:27). Gesù Cristo è stato «la Parola fattasi carne» (Giovanni 1:1,14). Egli è il Creatore e «il Signore del Sabato» (Matteo 12:8). Il comandamento del Sabato l’ha dato Lui. Egli non ha mai abolito il Suo Sabato (Matteo 5:17-19). Ci chiede di continuare a santificarlo in Suo onore e in onore del Padre. Ci chiede di insegnare ai Suoi discepoli «tutte quante le cose» che ci ha comandate (Matteo 28:20). Questo noi ci sforziamo di fare, con l’aiuto dello Spirito santo di Dio, al meglio delle nostre possibilità attuali. Senza accusare nessuno, ma con sincero intento di aiutare il ricercatore a trovare la verità e l’attitudine giusta davanti a Dio.
In linea con quanto sopra spiegato, ti consigliamo di pregare DIO incessantemente e di «avvalerti dell’opportunità di diventare libero» non appena Dio te ne offrirà l’opportunità.
Nel frattempo, potresti avvalerti degli insegnamenti di Dio seguendo anche i nostri Studi biblici ogni martedì sera, mediante il nostro sistema di teleconferenza audio-video. Se interessato, faccelo sapere e saremo lieti di inviare al tuo indirizzo email il nostro link di collegamento e la password di accesso alla riunione.
Nell’attesa di una tua amorevole conferma.
Con affeto fraterno in Cristo,
Past. Carmelo Anastasi.

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Chiesa di Dio Unita.